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Barsotti, il pranzo del 29.06.2012.

Giunsi da Barsotti per la prima volta l’estate scorsa, fuggendo da Caronte sul nuovo legno dello duca Kava.

Riporto il racconto di allora che potete trovare anche qui http://www.baltazar.it/bologna/430029-barsotti-marzabotto-6.html

Il pranzo del 29.06.2012.

Un venerdì di riposo, troppo caldo per fare qualsiasi cosa; ci si ritrova, dopo tanto tempo, con il biondo, e stavolta tocca a me spostarmi fuori zona.

Marzabotto è comodo da raggiungere, ci vogliono circa dieci minuti dall’uscita di Sasso Marconi.
Il locale è in posizione centrale, c’è possibilità di parcheggiare nelle immediate vicinanze.
Entrando si sente il conforto di una buona climatizzazione, per nulla aggressiva nonostante i trentacinque e passa gradi esterni.
Gli ambienti si sviluppano in due sale disposte ad “L”, circa una ventina i coperti. La mise en place per la seconda colazione è semplice, anche perché offrono una pausa pranzo veloce con menu del giorno dai prezzi veramente convincenti (noi sceglieremo alla carta, sempre disponibile). L’arredamento è essenziale, e mensole fitte di testimoni di belle bevute rendono già un po’ l’idea dell’impostazione del locale.
La gestione è a conduzione familiare, due fratelli si occupano uno della cucina, l’altro della sala e cantina. Il servizio è garbato, sono attenti ai clienti, il tutto senza troppe formalità; se l’ambiente ed il servizio sono adeguati ad una giovane trattoria di paese, menù e carta dei vini sono decisamente sopra le aspettative.

Le proposte di cucina e cantina.
Il loro sito riporta il menu del mese, sul posto si possono trovare, oltre al menu del giorno, piccole differenze, credo dovute al approvvigionamento delle materie prime. Proposte interessanti, di terra e di mare, con prodotti stagionali. Piccola pecca, ma proprio ad essere “rompini”, la mancanza di una proposta vegetariana (anche se credo, vista la disponibilità, non cisiano problemi per richieste del genere).
La carta dei vini è decisamente ampia,consiglio di consultarla via internet prima della visita.

Al biondo l’onere di scegliere il vino

Falkenstein, sauvignon 2010 di FranzPratzner: particolare, sinceramente mi aspettavo tutt’altro, ma la scelta risulterà azzeccata nonostante i suoi 15°.

Anguria sapida con scampo crudo e caprino “bio” affumicato: iniziamo bene. Bella la presentazione semplice e lineare sul piatto bianco rettangolare. Il rosso dell’anguria spicca sulla ceramica ed esalta la semitrasparenza delle generose e perfettamente pulite code di scampo. La temperatura di servizio non esalta i profumi, si sente solo una leggera nota di affumicato e spezia. All’assaggio si scopre il valore della portata, un bel gioco di sapori e consistenze. Si sente subito il marino degli scampi e l’affumicato del formaggio, poi le diverse consistenze con l’anguria non proprio matura ed i grani di sale disposti tra frutta e crostaceo. Decisamente piacevole il gioco dei sapori che si sentono netti in momenti diversi.

Capesante arrostite, caviale di melanzane e fiori di sambuco: bella presentazione su piatto bianco tondo. Due grosse capesante (senza corallo) ben colorate dalla veloce cottura sono adagiate su un morbido letto di melanzane a dadini e fiori di sambuco, un contrasto di colore è dato dalla decorazione di cioccolato (credo gianduia). I profumi si avvertono già al servizio, perfetta la capasanta, la cottura conferisce un tocco vivace.

Spaghetti trafilati al bronzo con frutti di mare: porzione generosa di condimento, e indiscutibile freschezza e qualità, sughetto da scarpetta. A dire il vero, sembrava quasi che gli spaghetti fossero una comparsa tra tutto quel pescato.

Ravioli di borragine e triglie su ristretto di canocchie, nocciole e scampi: bella presentazione, geometrica nella disposizione di ravioli e code di scampo, con un piccolo e deciso tocco di colore. Le code sono sgusciate e pulite perfettamente, candide e velate di rosa più o meno carico, i ravioli suono chiusi a “cartoccio” e già si può indovinare la consistenza della sfoglia. Piatto profumato da subito,ma appena si profana il raviolo, e se ne scopre il tesoro, si viene investiti da un’ulteriore piacevole sensazione. Complimenti per il ripieno, preziosamente protetto da una sfoglia leggera e consistente.

Fuori menu: scampi a piacere dello chef. Bella presentazione su piatto rettangolare bianco; sulla diagonale fragole a pezzettoni con semi verdi (tipo zucca), sopra di esse tre code di scampo pulite, sgusciate e servite con filo d’olio, ai due angoli cipolle scure, come caramellate con sapori d’oriente, e grani di pepe rosa. Gustosissimo lo scampo, anche per consistenza, l’abbinamento con la fragola non mi ha convinto completamente (piacevole la differenza di consistenze, forse non adatta la maturazione della frutta, ma è questione di gusto personale). Mi è molto piaciuto l’abbinamento con la preparazione delle cipolle, dal vago ricordo di salsa di soia e wasabi (come impressione).

Torta di mele … lardo di Colonnata e lamponi: potevo non provare? Bella presentazione su piatto bianco tondo. Al centro un quadratino di torta dai colori del forno, sopra candide fette di lardo appena venato che cedono al calore del dolce, intorno uno “splash” di lamponi (ristretto e frutti disidratati). Tanti profumi: il ricordo dell’asprigno del lampone, la pasta dolce, le mele con la cannella, e poi la nota del lardo che si scalda e fonde. L’assaggio regala altre soddisfazioni, ed il “gioco” provato ad inizio pranzo con l’antipasto di scampi e anguria si ripropone. Bravi.

Crema catalana: semplice ma ben fatta, per nulla “pesante”, e servita in maniera molto scenografica … quasi a ricordarci del clima esterno e di Caronte …

Con i dolci abbiamo bevuto del porto di cui non ricordo proprio il produttore, ma forse potrebbe integrare il biondo 

Chiudiamo l’esperienza alla cassa con caffè (buono per un ristorante, ed offerto come il porto), e conto:

antipasto13+14€
primo15+16€
piattounico (fuori menu, due portate) 40€
dessert6+8€
vino27€
acqua1€

totale140€

La spesa non è da poco, ma considerando solo la quantità di scampi consumati …
I ragazzi sono giovani, la cucina mi è piaciuta decisamente. Devo ammettere che le mie scelte sono state forse “ardite” per i più, ma non potevo non osare con simili proposte. Bravi!

 

Scheda locale: Trattoria enoteca Barsotti

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Una risposta a “Barsotti, il pranzo del 29.06.2012.

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