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Osteria Altran 15.08.2012 il pranzo.

Pranzare al ristorante il 15 agosto potrebbe non essere un’idea geniale, ma ci conforta sapere che il locale prescelto vanta una stella Michelin, una buona garanzia…

Giungiamo a destinazione con qualche dubbio, il locale è in aperta campagna; ci arriviamo poco dopo aver lasciato la strada principale ed attraversato una zona artigian-commerciale, il navigatore non sbaglia. Non evidentissima l’insegna, ma le immagini in rete aiutano ad identificare l’ingresso. Varcato il cancello aperto ci troviamo in una corte, il parcheggio non è segnalato; lasciare l’auto davanti alla veranda che ospita i tre tavoli non mi sembra il caso…

Veniamo accolti sotto il porticato, e dopo essersi accertati del fatto che avessimo prenotato, ci fanno sistemare all’aperto (normalmente con la bella stagione fanno così, ci dicono).

Il servizio, a carico di una sola persona, risulterà attento e disponibile.

Curata la mise en place con belle ceramiche, tavoli (rotondi) abbastanza grandi con eleganti suppellettili, posateria inox ed argenteria (già al tavolo il coltello per il burro, che risulterà essere come panna salata, e piattino per il pane), ed i sempre bei calici Spigelau.

Consultiamo i menu prendendo l’aperitivo; ci sono due proposte di degustazione, oltre la scelta alla carta; molte le proposte della cantina, anche non scontate.

Opteremo per il menu degustazione carne e pesce, con abbinamento di vino al calice.

Il percorso comprende due antipasti, due primi, un secondo di pesce, sorbetto, secondo di carne, dessert e piccola pasticceria, a tutto ciò si aggiunge un bel benvenuto della cucina.

Acqua e caffè non son compresi, al contrario del coperto. Piccola nota sul servizio della cantina: mi aspettavo un forfait per gli abbinamenti, invece i calici vengono conteggiati singolarmente.

Aperitivo e benvenuto della cucina.

Verdure e frutta fritta, gnocchetti di pane, riso soffiato aromatizzato, ci accompagnano mentre degustiamo un calice di bianco fermo (Traminer delle loro vigne vinificato da “Le Vigne di Zamò”), e Tattinger, aperto appositamente.

Cuscus con verdure, gamberi marinati, caviale di aringa, aria di frutto della passione:

interessante il cuscus profumato dalle verdure, ben marinate le code di gambero perfettamente pulite.

Grissino ripieno di baccalà mantecato:

molto sfizioso per via della leggera e croccante pasta piegata che richiude un delicato ripieno.

Saccottino con seppia cruda, zenzero ed arancia:

le seppie vengono scottate dal calore della frittura, buono l’equilibrio dei sapori, croccantezza della pasta appena scalfita per via di un po’ di unto residuo.

Antipasto.

Roll di riso venere e cetriolo marinato, insalata di seppie, gaspacho di cuore di bue:

Viene servito al tavolo in una fondina stretta e profonda, forse troppo, penalizzando la presentazione della portata; la parte inferiore è quasi “invisibile”, peccato perché i colori sono vivi, sul fondo c’è il verde brillante delle uova di pesce volante, e si intuisce il nero del riso venere. Il gaspacho viene servito in un secondo tempo al tavolo. Il richiamo dell’oriente viene dato dal riso con il cetriolo marinato (come nei maki), e dalle uova di pesce volante, piccolissime e di un bel verde brillante; buona la seppia adagiata sopra (come il sushi), sia marinata in insalata, sia il ciuffo fritto (direi infarinato di polenta bianca). Personalmente ho avuto anche l’impressione di trovare il sapore del rafano in questo piatto, cosa che è stata smentita, ma forse non così scontata: il piccante di quest’ultimo ed il colore delle uova di pesce volante sarebbero state un netto richiamo al wasabi.

Sottile di manzo, crema di scarole, reggiano al curry, e condimento umeboschi:

Piccole, morbide e non inconsistenti fettine racchiudono la crema di scarola,

l’incontro con la salsa umeboschi è un matrimonio perfetto con la carne,

spezie d’oriente e gocce di parmigiano reggiano sono forse più adatte ad accompagnare l’abbondante insalatina.

Bevendo Zuccole, Friulano, Puiatti, mi sembra 2008, il meno esaltante delle proposte della cantina.

Primi.

Spaghetto sottile alla carbonara di riccio di mare, pesto di salicornie, pane tostato al profumo d’aglio:

bella presentazione semplice; il profumo intenso dei ricci già da’ importanza al piatto, d’effetto anche le briciole di pane tostato profumato all’aglio (la pasta era più tendente al pallido come colore, nella foto c’è uno strano e piacevole gioco di luce). Al momento del servizio ci viene consigliato di “mescolare energicamente, per amalgamare tutti i sapori”…

Ravioli al carbone vegetale, fiori di zucca, verdure croccanti, acqua di verdure alla griglia:

presentazione sempre piacevole, con aggiunta dell’ “acqua” al tavolo. Anche in questo caso il consiglio di “mescolare” il tutto… mi limiterò a rigirare ravioli e verdure nel sughino scuro dagli occhietti di gatto. Piacevole la consistenza della sfoglia, il ripieno è deciso come gusto (forse c’era anche del formaggio), e vivo di consistenza (c’è come la sensazione che aumenti di volume in bocca). Bella croccantezza delle verdure. Particolare la sensazione di affumicato che mi ha lasciato il piatto, probabilmente dovuta all’acqua di verdure grigliate.

Bevendo Alsace Nature, 2006, Domaine Marcel Deiss. Bella sorpresa! Colore carico, profumi densi che ricordano i passiti e l’icewine, in bocca piacevolissimo e per nulla stucchevole, quasi secco.

Secondi.

Involtino di melanzana e branzino, fumetto chiaro della sua acqua, cremoso di finocchio, cuori di mare:

uno dei piatti che valgono la visita. La presentazione è di un’elegante semplicità, con colori neutri a cui da’ un tocco vivo il bel giallo dei cuori di mare. Due bei trancetti di filetto sapientemente arrotolato in sottili melanzane sono adagiati su una limpida gelatina decorata da ciuffi di barba di finocchio, con contorno di morbidi “gianduiotti” di finocchio rinfrescante in cui sono “intarsiate” le particolari vongole spagnole. Piatto apprezzatissimo, sia per cottura e consistenza del pesce, sia per la freschezza del cremoso di finocchi; notevole anche la finta pelle di melanzane. Personalmente la gelatina non mi ha entusiasmato (è un mio limite, ma ne ho assaggiata parecchia); ha, invece, mandato in brodo di giuggiole la mia compagna, capisco che per gli amanti del genere sia qualcosa di speciale. Spettacolari, sempre a mio gusto, i cuori di mare, una boccata di iodio.

Un morbido sorbetto al litchi ci prepara all’ultima proposta salata.

Cambiamo anche tipo di vino. Abbandoniamo il Riesling Heymann Lowenstein, 2008, e passiamo ad un rosso autoctono, Schiopettino, Ronchi di Cialla, 2007. Molto piacevole, rosso rubino, leggermente speziato e con piccoli frutti rossi come profumi, caldo ed avvolgente in bocca con sentori di spezie che virano quasi al balsamico.

Ascolana di agnello e maggiorana:

bella e golosa! Irresistibile il carciofo con tanto di gambetto, ben fritto, croccante nella sua dorata trasparenza e non unto, profumato di menta; il gambo è un’invito, lo sarebbe anche l’ossicino, solo che la glassa mi fa desistere dall’affrontare la costoletta con le mani…

peccato, perché sarebbe un piatto quasi completamente finger. La costoletta è quasi laccata, ha poca carne ed un grasso morbido e bianco, la glassa è densa. L’ascolana ha una bella panatura macchiata di sale, e racchiude una base di carne morbida e rosa sovrastata da leggera patata alla maggiorana.

Molto valido come piatto, peccato per la dissuasiva glassa sul “manico”.

Dessert e piccola pasticceria.

Crema di mascarpone e yogurt alle spezie, frutta fresca in gelatina, sorbetto al the verde:

anche questa proposta molto piacevole per via della frutta matura e delle spezie, non solo quelle orientali; particolarmente sferzanti i “fiocchi” salati al pepe. Bello il “croccante “ di zucchero che imprigiona briciole di grani di pepe.

Piccola pasticceria.

I dettagli del conto:

1 vino (Tattinger ?) 13€

1 vino (bianco ?) 3€

3 vino (Zuccole?) 12€

3 vino (alsaziano ?) 12€

2 vino (riesling ?) 10€

2 vino (schiopettino ?) 11€

2 acqua 6€

2 caffè 7€

2 menu carne/pesce 150€

Totale 224€ (150 cucina, 67 cantina, 7 caffè)

Quindi…

esperienza positiva, anche se mi ha lasciato qualche spunto di riflessione.

La cantina mi sembra valida per quanto intravisto (un sito internet non sarebbe male per farsene un idea), resta la riserva sull’abbinamento (non forfettario) ed il fatto di valutarne il costo (considerato a singolo calice).

La cucina è interessante, valida, più tendente al creativo-sperimentale che alla tradizione.

Per uno stellato, tuttavia, certi particolari lasciano perplessi; a parte piccole sbavature tipo il raviolo non perfettamente chiuso, oppure il croccante del dessert sporcato di yogurt, il fatto di dovermi mescolare la portata mi da’ l’impressione di una cosa non “finita”.. si, insomma, credo che il piatto debba essere proposto “pronto da mangiare”.

Altra piccola pecca nelle presentazioni con il ripetersi dei piatti di portata (lo stesso tipo per i due primi ed un secondo).

Quello che però mi ha particolarmente colpito, e che ha suscitato tutta una serie di ragionamenti visto il riconoscimento Michelin, è il fatto che nella toilette (molto bella, come tutti gli interni, ed in cui sono disponibili piccoli asciugamani in stoffa) il bagno degli uomini sia alla turca…

Osteria Altran 

Via Località Cortona, 19, 33050 Ruda Udine

0431 969402 ‎

https://plus.google.com/102399812717310719195/about?gl=it&hl=it

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2 risposte a “Osteria Altran 15.08.2012 il pranzo.

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